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10月29日
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| SCUOLA: SENATO APPROVA DL, SCONTRI A ROMA E MILANO
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ROMA - Prima un'aggressione isolata partita dagli studenti di destra
per guadagnare la testa del presidio. Poi veri scontri, con tanto di
lancio di tavolini, in piazza Navona, a pochi passi dal Senato, tra
studenti di estrema destra e di sinistra, davanti ai turisti impauriti
e l'immediata serrata dei negozi. Gli scontri si sono scatenati
all'arrivo degli studenti del corteo degli universitari, tra cui alcuni
esponenti anche dei centri sociali, arrivati nella piazza, dopo una
tappa sotto al ministero. Prima dell'ingresso in piazza c'erano stati
momenti di tensione perché le forze dell'ordine, avevano creato una
barriera. Poi dopo una trattativa il cordone delle forze dell'ordine ha
permesso il passaggio degli universitari, circa 400, che hanno sfilato
con le mani alzate. Subito dopo gli studenti si sono avvicinati al
camioncino attorno al quale erano radunati i ragazzi di "Blocco
Studentesco", di destra, e sono nati gli scontri. Per picchiarsi hanno
usato anche tavolini e sedie dei bar circostanti. Poi la polizia ha
formato un cordone per dividere le due fazioni. Alcuni studenti di
Blocco Studentesco sono stati portati in Questura. Il bilancio,
parziale, è stato di tre feriti lievi.
Da
piazza Navona, il corteo si e' mosso per raggiungere la Sapienza.
apienza. Gli studenti dell'ateneo di Roma hanno invitato tutti gli
studenti, anche quelli dei licei, a partecipare all'assemblea che si
terrà all'universita'.
VELTRONI: PROMUOVEREMO UN REFERENDUM ABROGATIVO ROMA,
29 OTT - Il Pd promuovera' un referendum per abrogare il decreto
Gelmini sulla scuola. Lo ha annunciato Walter Veltroni nel corso di una
conferenza stampa. Veltroni ha osservato che ''il Governo non ha voluto
ascoltare nessuno di quanti chiedevano il ritiro del decreto'' ed ha
anche ''rifiutato il confronto con il mondo della scuola, la
maggioranza del quale e' critico verso ildecreto''.
Veltroni
ha addebitato al Governo anche il rifiuto di aprire un tavolo con
studenti, famiglie, professori e rettori. In piu' l'esecutivo ''ha
ignorato un movimento civile che va rispettato nella sua autonomia''
senza contare i ''tentativi di radicalizzazione'' di questo movimento.
''Quando delle forze politiche - ha quindi spiegato Veltroni -
ritengono che delle decisioni del Governo ledono gli interessi del
Paese, esse si avvalgono di un altro strumento previsto dalla
Costituzione che e' il referendum''. Il referendum, ha proseguito
Veltroni, ''va usato con parsimonia, ma la scuola e l'universita' sono
temi importantissimi e le misure volute dal Governo lasceranno effetti
seri sul sistema informativo''.
Di qui la decisione del Pd
''di promuovere un referendum abrogativo'' della parte piu' estesa
possibile del decreto Gelmini''. Veltroni ha lanciato un appello ''al
mondo politico e tutto il mondo della scuola affinche' questo
referendum non sia l'espressione di una iniziativa di un partito
politico ma il piu' grande referendum partito dalla societa' civile''.
NAPOLI:STUDENTI OCCUPANO BINARI STAZIONE CENTRALE NAPOLI Il
corteo degli studenti che ha attraversato il centro di Napoli e'
arrivato in piazza Garibaldi dove i manifestanti hanno occupato i
binari 7 e 8 della Stazione centrale.
MILANO: STUDENTI, SIAMO STATI CARICATI DA POLIZIA Due
studenti, che partecipavano al corteo non autorizzato che da Largo
Cairoli si è mosso verso il centro di Milano, hanno denunciato di
essere stati "caricati a colpi di manganelli dagli agenti della
polizia" all'angolo di piazza Filippo Meda e Via San Paolo. I due hanno
detto di chiamarsi rispettivamente Ivan, 19 anni dell'istituto
Vespucci, che sarebbe stato colpito alla spalla sinistra; l'altro si
chiamerebbe Paolo, 20 anni, dell'istituto Fusi e sarebbe stato colpito
al braccio destro. A detta degli studenti lo scontro sarebbe avvenuto
perché un piccolo gruppetto di studenti si era staccato per tagliare
per via San Paolo mentre le forze dell'ordine, che avevano formato un
cordone, facevano andare il corteo da piazza Meda verso San Babila.
Proprio questo gruppetto sarebbe stato bloccato dagli agenti e i due
studenti sarebbero stati colpiti. L'episodio avrebbe esacerbato gli
animi di alcuni studenti che all'indirizzo delle forze dell'ordine
hanno gridato: 'Dovrebbero morire tutti'. I due studenti si sono
fermati in piazza aspettando, hanno detto, l'arrivo dell'ambulanza.
Oltre agli agenti che già erano stati predisposti per seguire la
manifestazione si sono aggiunte quattro camionette della polizia giunte
ora in San Babila.
MILANO: OCCUPATA STAZIONE LAMBRATE Gli
universitari scesi in strada contro il decreto Gelmini stanno occupando
i binari della stazione Lambrate, sedendosi in centinaia sulle rotaie.
Il corteo degli universitari, dopo avere attraversato corso Buenos
Aires, via Plinio, via Morgagni, viale Abruzzi e viale Gran Sasso, si
e' riunito in piazza Piola con un altro spezzone, sempre di studenti
della Statale, fino ad arrivare a oltre un migliaio di partecipanti. UNIONE STUDENTI,ANCORA PROTESTA IN TUTTA ITALIA "Tutti
gli studenti, uniti nella battaglia comune per la difesa del sistema
formativo pubblico, proseguiranno nelle loro proteste, come sempre
pacifiche e non violente, contro lo smantellamento del sistema
formativo pubblico italiano". E' quanto afferma l'Unione degli
Universitari ricordando che le proteste continueranno in tutta Italia,
oltre al sit-in sotto Palazzo Madama.
Ecco l'elenco delle iniziative odierne. Ancona,
dove l'"Assemblea No 133" continua la pacifica occupazione dela Facoltà
di Ingegneria; Brescia, dove è previsto un sit-in con volantinaggio in
piazza S. Faustino da parte del "Comitato universitaglia: 133 passi
indietro nessuno avanti"; Cagliari, in cui nella Facoltà di Lettere a
Piazza del Carmine ci sarà un Laboratorio di approfondimento, sul
futuro dell'università italiana; Lecce, nelle cui Facoltà di Lettere e
di Economia sono previste Assemblee studentesche; Pavia, dove hanno
luogo le proteste alternative di lezioni di Geometri e Fisica in
piazza; Padova, dove una fiaccolata di protesta contro la Legge 133,
sfilerà per le vie della città; A Macerata gli studenti, che hanno ieri
occupato il Rettorato improvvisando un corteo nella città, oggi si sono
nuovamente organizzati per ulteriori forme di protesta; Urbino, Ateneo
in cui gli studenti, dopo la partecipazione di circa 1000 persone
all'Assemblea d'Ateneo di ieri, si sono dati appuntamento per oggi
pomeriggio per una nuova mobilitazione. Infine, nell'Ateneo di
Chieti-Pescara il Movimento studentesco Chieti-Pescara ha organizzato
un'Assemblea d'Ateneo a Pescara e delle lezioni all'aperto a Chieti.
BERLUSCONI: SU PROTESTE SIAMO STATI DI MANICA LARGA "Siamo
stati di manica larga". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi,
parlando a Confcommercio e riferendosi alle proteste del mondo della
scuola. "Abbiamo detto: manifestate come volete, dove volete, ma non
potete impedire a chi vuole studiare e a chi vuole insegnare di
esercitare il proprio diritto". Il premier ha aggiunto che solo per
aver detto questo è stato frainteso dalla stampa. Sempre riferendosi
alle contestazioni, Berlusconi ha sottolineato: "Possono manifestare,
ma mi dispiace che manifestino contro cose che non esistono. Per la
scuola elementare abbiamo fatto le scelte del buon padre di famiglia".
Rispetto a chi dice che non ci sarà il tempo pieno, il premier replica:
"E' assolutamente il contrario, ci sarà il 50% di classi in più che
potranno fare il doposcuola".
"Bene, è stato un
voto che è andato come è logico che andasse: spiace solo vedere tanti
ragazzi ingannati e presi in giro dalla sinistra", ha detto ancora
Berlusconi.
DECRETO E' LEGGE E'
legge il decreto Gelmini di riforma della Scuola,votato stamane dal
Senato. il decreto e' stato approvato in via definitiva con 162 a
favore, 134 contrari e tre astenuti. Il provvedimento, votato il 9
ottobre dalla Camera, non è stato modificato dai senatori e ora e'
legge. Domani a Roma lo sciopero generale del mondo della scuola e
dell'università, la cui macchina organizzativa (fra l'altro sono
previsti 9 treni speciali e 1.000 pullman) si è già messa in moto.
Anche oggi iniziative di protesta in varie scuole e atenei e nuovo
assembramento di studenti attorno a Palazzo Madama in coincidenza con
il voto dei senatori.
GELMINI: SI CAMBIA E SI TORNA ALLA SERIETA' "La
scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e
dell'educazione". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Mariastella
Gelmini, dopo l'approvazione del Dl da parte del Senato.
Il
ministro ha ricordato che "provvedimenti come il voto in condotta
contro il bullismo, l'introduzione dell'educazione civica, dei voti al
posto dei giudizi, il contenimento del costo dei libri per le famiglie
e l'introduzione del maestro unico sono condivisi dalla gran parte
degli italiani". "Ringrazio il governo e la maggioranza parlamentare
per il sostegno al provvedimento", ha concluso Gelmini.
"Entro
una settimana presenterò il piano sull'università". Lo ha detto il
ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini,
commentando l'approvazione del decreto sulla "riforma" della scuola da
parte del Senato.
OPPOSIZIONE DA STUDENTI, PROPOSTO REFERENDUM Non
appena l'Aula di Palazzo Madama ha approvato la riforma Gelmini sulla
scuola, i senatori del Pd e dell'Idv sono scesi a Corso Rinascimento
per parlare con gli studenti che stanno manifestando da ieri contro il
provvedimento del governo. Non appena i parlamentari dell'Idv alzano lo
striscione con scritto: "Se passa la Gelmini: referendum", i
manifestanti gridano in coro: "Referendum! Referendum!". Il dipietrista
Stefano Pedica scavalca la doppia transenna che separa gli studenti dal
Senato e comincia a dialogare con alcuni di loro. Il presidente dei
senatori del Pd Anna Finocchiaro aggira la transenna, ma anche lei si
ferma a lungo con i ragazzi. Gli studenti ascoltano e battono le mani
gridando slogan
FINOCCHIARO, BENE REFERENDUM CONTRO DIKTAT GOVERNO "Il
referendum è una buona idea per rispondere con uno strumento di
democrazia diretta a questo governo che si tappa orecchie e bocca". Lo
ha affermato il capogruppo in Senato del Pd, Anna Finocchiaro, che dopo
l'approvazione del decreto Gelmini sulla scuola, è uscita da Palazzo
Madama per incontrare gli studenti. "Il governo - ha proseguito - deve
fare proposte e non diktat su temi come la scuola su cui si dovrebbe
invece aprire un confronto ampio nel Paese". Secondo l'esponente del
Pd, il decreto Gelmini "presenta profili di incostituzionalità e lo
dimostra anche il fatto che sei regioni faranno ricorso alla Consulta".
Finocchiaro, allontanandosi da Palazzo Madama, ha concluso affermando
che "per le famiglie italiane si annunciano tempi duri". |
10月28日 “Si deve pensare
oltre che a se stessi anche agli altri e oltre che al presente anche al futuro”.
10月27日
Una premessa mi sembra doverosa: la Scuola non è
un’azienda il cui obiettivo è produrre utili. La Scuola deve garantire
il principio costituzionale della libera educazione e cultura per
Tutti. Ma proprio tutti. Anche del figlio dei pastori della
Barbagia, del contadino del Tavoliere delle Puglie e dell’allevatore
delle nostre Valli Ossolane. Detto questo, è risaputo che tante cose
non vadano bene. Tutti concordano, gli insegnanti in testa, che ci sia
molto da fare per rendere più efficiente il sistema scuola nel
complesso. Ed è proprio di questo che voglio parlare. Quando c’è da sistemare qualcosa che non va, si
fa un accurato progetto di riordino, si fanno le opportune analisi e
poi si decide sugli eventuali tagli e sui nuovi investimenti. Nel caso
della cosiddetta “riforma Gelmini” tutto ciò non è avvenuto. In un
settore così importante è semplicemente accaduto che un ministro
dell’economia che “doveva far cassa” per lo Stato, ha detto ad un
ministro dell’Istruzione: devi tagliare 8 miliardi di euro dal tuo
dicastero. E il “buon ministro” (trentenne bresciana volata in Calabria
per l’esame da avvocato, notoriamente molto addentro ai problemi del
mondo della Scuola) ha detto: obbedisco. Non ha potuto, lei, prescelta
con cura per il ruolo, dire: questo settore non si taglia, bussate
cassa da qualche altra parte; la signora ha preso le forbici.
E cosa salta agli occhi dell’incompetente di turno:
ma come, ai miei tempi c’era un solo maestro, perché oggi ce ne sono
tre? Tagliamone due! Detto, fatto. E non sto qui a ripetere che il
maestro è solo uno e mezzo (tre su due classi!) tanto ormai tutti
pensano che i maestri di una classe elementari siano i fantastici tre
(la “disinformazione” in cui ci trascinano!). E poi altre scelte di
questo tipo, non certo originate da intenti educativi o pedagogici, o
quantomeno inserite in un piano coerente: si facciano classi con oltre
trenta alunni (33, 35 o 38) e poi meno ore di lezione per tutti! Già e perché allora non allungare l’intervallo? Chi
mi legge, ha una vaga idea di cosa significhi insegnare? Ma veramente
si pensa che la qualità dell’insegnamento (a cui tutti dobbiamo mirare)
possa aumentare diminuendo le ore di lezione e aumentando il numero
degli alunni? E allora i progetti? I laboratori? I recuperi? Le
centinaia di cose che si fanno nella scuola odierna? Ma ci si rende
conto di cosa significa trovarsi di fronte a più di trenta piccoli
bimbi, o peggio ancora, giovani adolescenti, tutti con la propria
specifica e unica identità da comprendere, salvaguardare, coltivare? Ma
si pensa al loro futuro in questo Paese?
La ministra a questo punto aggiunge per contorno
qualcosa di ‘colore’, il grembiulino (magari bianco con il fiocco
rosso) e il 5 in condotta ‘et voilà’ la “riforma Gelmini” è bella è
pronta! Mai visto niente di simile. Nessun ministro
dell’Istruzione, dei tanti che ho avuto sulla mia testa, era arrivato a
tanto! E tutto realizzato nel corso di una sola estate, senza il minimo coinvolgimento dei protagonisti. NOI - LA SCUOLA. Non
si possono tagliare i rami buoni (le scuole elementari, le nuove leve
di docenti motivate e preparate) di una pianta che già soffre! Occorre
colpire gli intoccabili ‘baroni’ delle Università e non i giovani
ricercatori, i liberi professionisti che fanno della scuola il loro
secondo lavoro e non i poveri precari senza una lira, ma soprattutto
sarebbe il caso di eliminare privilegi in altri settori dello Stato,
dove ministri e portaborse, super-amministratori e consulenti
continuano a veder crescere i loro guadagni.
I tagli riguarderanno migliaia e migliaia di
‘non-più-giovani’ precari con famiglie a carico e mutui da pagare,
gente che è rimasta precaria perché lo Stato non li ha mai voluti
regolarizzare. Maestre che per un anno o due di anzianità si troveranno
un passo indietro in graduatoria rispetto alla collega più fortunata.
Laureati super preparati che continuano a fare corsi di aggiornamento e
a studiare. Tutta gente sottopagata che si fa in quattro dalla mattina
alla sera. Alcune scuole chiuderanno, altre saranno accorpate: un terremoto, altro che Alitalia! E senza possibilità alcuna di difesa.
Senza tavoli di confronto. Senza aiuto dai sindacati. Non si sa più
come fare orientamento ai giovani, non si sa più cosa accadrà domani
perché oltre ai tagli null’altro ci è stato scritto o detto. Ci avranno
pensato?
10月23日
[da disinformazione.it]
Il
dizionario della lingua italiana, alla voce «dittatura» precisa:
«La situazione data dall’accentramento, in via straordinaria e
temporanea, di tutti i poteri in un solo organo, monocratico o
collegiale».
Analizziamo la situazione odierna dell’Italia per verificare o meno se
sussistano i presupposti per parlare di dittatura.
Il
Dott. Cav. PresDelCons Silvio Berlusconi è:
-
L’UOMO PIÚ RICCO D’ITALIA
-
PRESIDENTE IN CARICA DEL CONSIGLIO
DEI MINISTRI
Controlla l’intero governo italiano
-
MINISTRO IN CARICA DEL TESORO
, DELL'ECONOMIA, DELLE FINANZE
Le
partecipazioni dirette (cioè il controllo vero e proprio) del Ministero
delle Finanze e dell’Economia sono le seguenti:
Alitalia
(62,33%), Enel (50,63%), ENI (20.32%), Finmeccanica
(32,30%), ANAS (100%), ARCUS (100%), Cassa depositi e prestiti (70%), Cinecittà
Holding (100%), Coni Servizi (100%), Consap (100%), Consip
(100%), ENAV (100%), EUR (100%), Ferrovie dello Stato (100%),
Fintecna (100%), GRTN (100%), Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
(100%), Italia Lavoro (100%), Patrimonio dello Stato (100%), Poste
Italiane (65%), RAI Holding (100%), SACE (100%), Sicot
(100%), SOGESID (100%), SOGIN (100%), Sviluppo Italia (100%), FIME
(71,8%), SEAT (0,1%)
-
PROPRIETARIO DELLA FININVEST
Le
partecipazione private della Fininvest sono le seguenti:
Elettronica Industriale (diffusione del segnale Tv), Telecinco, Mediaset,
Publitalia, Pebliespana, Rti, Videotime, Mondadori, Einaudi,
Electa, Le Monnier, Sperling & Kupfer, Medusa, Pagine
Italia, Hopa, Mediolanum, Albacom, Milan calcio,
In
pratica:
Il
Dott. Cav. PresDelCons Silvio Berlusconi controlla i tre principali
canali televisivi privati attraverso Mediaset (controllata dalla sua
Fininvest), e controlla i tre canali nazionali pubblici attraverso
la Rai Holding Spa (controllata dal suo Ministero del Tesoro). Con la
sua nuova legge sulle Telecomunicazioni, denominata «Legge Gasparri»,
potrà eleggere il Direttore e il Presidente della Rai, Radio
Televisione Italiana!
Il
Dott. Cav. PresDelCons Silvio Berlusconi controlla il 100% della
pubblicità delle tre reti private nazionali attraverso Publitalia
(controllata dalla sua Fininvest), e controlla il 100% della
pubblicità delle tre reti pubbliche nazionali attraverso la Rai
Holding Spa (controllata dal suo Ministero del Tesoro).
Il
Dott. Cav. PresDelCons Silvio Berlusconi controlla il 100% della
squadra Milan calcio Spa attraverso la sua Finivest e controlla
il 100% del Coni Servizi Spa attraverso il Ministero del Tesoro
Il
Dott. Cav. PresDelCons Silvio Berlusconi controlla il 65% delle Poste
Italiane Spa attraverso il suo Ministero del Tesoro e ha accesso
a 14mila sportelli postali attraverso Mediolanum (controllata dalla
sua Fininvest)
Il
Dott. Cav. PresDelCons Silvio Berlusconi controlla il 100% di
Cinecittà Holding Spa attraverso il suo Ministero del Tesoro e
controlla il 100% di Medusa film (controllata dalla sua Fininvest)
QUESTO
ACCENTRAMENTO TEMPORANEO E STRAORDINARIO DI POTERI (POLITICO, LEGISLATIVO,
ECONOMICO, MEDIATICO, PUBBLICITARIO, CALCISTICO) NELLE MANI DI UNA SOLA
PERSONA SODDISFA LA DEFINIZIONE DATA DAL DIZIONARIO DELLA LINGUA
ITALIANA A PROPOSITO DI DITTATURA...
Mentre
la "tettonica a placche" della politica nostrana fa avvicinare
le coste dell'Italia a quelle dell'Argentina, il Dott. Cav. PresDelCons
Silvio Berlusconi sta ultimando i lavori (coperti
"giustamente" da Segreto di Stato) alla sua umile dimora in
Sardegna. Ecco in esclusiva qualche immagine (tratta da “Ville
esclusive & Resorts”, edito da Archideos, curato dal fotografo
Giancarlo Gardin, scritto da Isabella Brega e Marco Biagi) presa dal
sito www.dagospia.com.
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Al piano
seminterrato, affacciato sul parco, si trovano la piscina, una
jacuzzi decagonale e, separata da una parete a specchi, la sauna
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Oltre duemila
varietà di cactus, provenienti da tutto il mondo, circondano la
piscina a forma di anfiteatro
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| 10月18日 Ποικιλόθρον' ἀθανάτ' ΑΦρόδιτα [Inno ad Afrodite] « ποικιλόθρον' ἀθανάτ' ΑΦρόδιτα, παῖ Δίος δολόπλοκε, λίσσομαί σε, μή μ' ἄσαισι μηδ' ὀνίαισι δάμνα, πότνια, θῦμον, ἀλλὰ τυίδ' ἔλθ', αἴ ποτα κἀτέρωτα τὰς ἔμας αὔδας ἀίοισα πήλοι ἔκλυες, πάτρος δὲ δόμον λίποισα χρύσιον ἦλθες ἄρμ' ὐπασδεύξαισα, κάλοι δέ σ' ἆγον ὤκεες στροῦθοι περὶ γᾶς μελαίνας πύπνα δίννεντες πτέρ' ἀπ' ὠράνωἴθε- ρος διὰ μέσσω. αἶψα δ' ἐξίκοντο, σὺ δ', ὦ μάκαιρα, μειδιαίσαισ' ἀθανάτωι προσώπωι ἤρε' ὄττι δηὖτε πέπονθα κὤττι δηὖτε κάλημμι κὤττι μοι μάλιστα θέλω γένεσθαι μαινόλαι θύμωι. τίνα δηὖτε πείθω ἄψ σ' ἄγην ἐς σὰν φιλότατα;τίς σ', ὦ Ψάπφ', ἀδικήει; καὶ γὰρ αἰ φεύγει, ταχέως διώξει, αἰ δὲ δῶρα μὴ δέκετ',ἀλλὰ δώσει, αἰ δὲ μὴ φίλει, ταχέως φιλήσει κωὐκ ἐθέλοισα. ἔλθε μοι καὶ νῦν, χαλέπαν δὲ λῦσον ἐκ μερίμναν, ὄσσα δέ μοι τέλεσσαι θῦμος ἰμέρρει, τέλεσον,σὺ δ' αὔτα σύμμαχος ἔσσο. » 10月13日 Perchè tutto questo la cara Gelmini non lo dice? 1. Molti docenti di ruolo saranno individuati come soprannumerari e saranno pertanto costretti a cambiare sede, il che significa che la continuità didattica non sarà garantita e che i ragazzi potrebbero dover cambiare insegnante anno dopo anno. 2. Le scuole aventi un numero di allievi inferiore a 100, ubicate nei piccoli centri, saranno chiuse, il che comporterà un enorme disagio per gli alunni ( costretti ad intraprendere ben presto una vita da pendolari), per le famiglie e per i Comuni, a carico dei quali verrebbero a gravare le spese per i servizi legati al trasporto degli alunni pendolari. 3. L'orario di insegnamento nella scuola primaria sarà ridotto a 24 ore settimanali, insufficienti a garantire il rispetto dei tempi di apprendimento propri di ciascun alunno. Non ci saranno più né pluralità dei docenti né compresenze, il che significa che non sussisteranno le condizioni per permettere attività di recupero per alunni con difficoltà di apprendimento, gite d'istruzione, visite guidate e una didattica aperta al territorio. 5. Il tempo pieno non sarà garantito a tutti, perchè solo le scuole del nord sono dotate delle infrastrutture necessarie, il che porterà ad accentuare il divario culturale fra il nord ed il sud del paese, penalizzando fortemente quest'ultimo, dove il tasso di abbandono scolastico risulta essere più alto. 6. Gli unici insegnanti specialisti saranno i docenti di religione, visto che gli insegnanti specialistici di lingua inglese nella scuola primaria saranno riassorbiti su posto comune (articolo 1 comma 128, legge 311/2004) e tutti gli altri saranno obbligati ad abilitarsi all'insegnamento dell'inglese attraverso corsi di 150-200 ore, il che sfacciatamente contraddice quanto sbandierato dallo stesso governo Berlusconi nelle sua precedente legislatura, ovvero l'importanza delle tre "I", tra cui appunto l'insegnamento dell'inglese. 7.A causa dei tagli operati con la legge 112/08, molti alunni non avranno più l'insegnante di sostegno, finora risorsa per la classe intera oltre che strumento formidabile di integrazione sociale e garante del diritto allo studio per gli alunni diversamente abili i quali, in tal modo, verranno ghettizzati, con conseguenze disastrose sul piano sociale e didattico. 8. La riduzione del numero di indirizzi nella scuola secondaria di 2° grado non terrà conto del fatto che gli Istituti professionali sono ben diversi dagli Istituti tecnici, hanno finalità diverse e non sono doppioni. Inoltre, l' accorpamento delle classi di concorso sarebbe molto deleteria soprattutto per chi insegna materie tecniche e professionalizzanti e per gli allievi che si troveranno insegnanti che dovranno necessariamente ricominciare a studiare per materie che non hanno mai insegnato; 9. La contrazione dell'orario scolastico, così come prevista dal piano programmatico presentato dal ministro, andrà à discapito delle materie tecniche, ossia proprio quelle che formano l'allievo nell'indirizzo prescelto; 10. la riduzione del 30% degli insegnanti di laboratorio impoverirà l'offerta formativa degli istituti professionali, oltre a rendere meno sicure le esercitazioni nei laboratori. Inoltre il ministro sostiene che parte dei soldi risparmiati servirà a rendere più sicure le scuole, ma anche stavolta si tratta di un'affermazione priva di fondamento visto che l'edilizia scolastica compete ai comuni (legge 11 gennaio 1996, n. 23, articolo 9 comma 1), così come non corrisponde a verità il fatto che i docenti di ruolo vedranno aumentato il loro stipendio: secondo il ministro, infatti, solo i più "meritevoli" e solo a partire dal 2012 saranno premiati con 50 miseri euro a testa: un'elemosina in cambio della richiesta ai docenti di svendere la scuola pubblica ! DUNQUE... La scuola italiana sciopererà il 30 ottobre, con manifestazione nazionale a Roma. Lo hanno deciso i sindacati di categoria Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda, “registrando, in sede di tentativo di conciliazione, una risposta negativa rispetto alle loro rivendicazioni”. I sindacati hanno deciso “di promuovere una forte mobilitazione di tutto il personale della scuola che comprende lo sciopero generale nazionale per l’intera giornata di giovedì 30 ottobre”. La mobilitazione era stata “innescata” da giorni, dopo la decisione presa dal governo di chiedere la fiducia sul disegno di legge Gelmini sulla scuola. Molti i pericoli contenuti nel provvedimento, denunciano i sindacati, non solo nelle scuole elementari con la reintroduzione del maestro unico. Anche nelle superiori la riforma prevede tagli del monte ore settimanale di lezioni, revisione o accorpamento delle classi di concorso, un pesante taglio degli organici. A pagare tutto questo soprattutto i precari e gli studenti, in particolare quelli più deboli. I sindacati hanno calcolato che il taglio degli organici, soprattutto a causa del blocco del turnover, potrebbe costare il lavoro a 150 mila persone. 10月4日 Poche parole sopra le righe di questa storia d’amore ma le ferite in fondo al mio cuore poi le daranno colore colore rosso di sangue si chiama così l’odio e l’amore che c’è nelle vene di chi di chi ha sofferto ed ha pianto e ha buttato via il tempo e se domani avrà gambe non avrà via di scampo poche parole posson bastare se ci si parla col cuore ma non mi ascolti, non mi rispondi hai gli occhi chiusi da ore starai dormendo il tuo sonno è migliore di me delle parole più volte ascoltate perché io non so più cosa dire a chi so che mi odia tu non sai più come amarmi questa è la tragedia come una foglia caduta in un fosso nel rosso di un fiume di lava che scava la terra una guerra perduta in partenza l’assenza di essere quello che ride ma uccide ogni cosa che tocca l’assenza di essere vento ma come una foglia che sogna di andare via
ma nel tuo sguardo sono distante e le parole di più non sono stato un buon navigante di questo mare perché io sono l’acqua e tu il fuoco non c’è soluzione a questo inutile gioco non c’è una ragione
perché il tempo guarisca un amore finito perché per tutto il tempo io non ho capito
come una foglia caduta in un fosso nel rosso di un fiume di lava che scava la terra una guerra perduta in partenza l’assenza di essere quello che ride ma uccide ogni cosa che tocca l’assenza di essere vento ma come una foglia che sogna di andare via
poche parole forse in ritardo angoli della memoria queste parole sono il traguardo la fine di questa storia
starai dormendo il tuo sonno ti porterà via perché ogni notte finisce e questa è la mia perché ogni notte sparisce e sta per sparire poche parole d’amore
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